Posizionamento SEO: cosa significa fare SEO

Cosa è il posizionamento SEO ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca, come funziona e perché dovresti applicarla al tuo sito web

Per capire il concetto di posizionamento SEO è prima necessario spiegare cosa significa la parola SEO. Questa parola non è altro che l’acronimo di Search Engine Optimization ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca.

La SEO quindi è la branca del Digital Marketing che si occupa di migliorare la posizione delle pagine web fra i risultati che i motori di ricerca restituiscono agli utenti quando fanno una ricerca. Un SEO quindi agisce per  migliorare il posizionamento SEO di un sito web e quindi aumentare il traffico che il sito in questione riceve in maniera naturale.

Fino a qui è tutto chiaro?

Spero di sì perché in questo approfondimento cercherò di spiegarvi cosa è la SEO ed alcune tecniche per migliorare il posizionamento SEO con parole semplici partendo dal presupposto che avere un sito web che nessuno riesce a trovare è completamente inutile.

Per fare questo però voglio partire dall’inizio del mio percorso sul web marketing. Vediamolo insieme.

I miei inizi nel web marketing

Se avete letto la mia pagina di Presentazione “Andrea Sepiacci – SEO Perugia” forse vi sarete già fatti un’idea. In ogni caso, che l’abbiate letta o meno, voglio tornarci sopra un momento.

Stavo frequentando l’Università degli studi di Firenze e vivevo nel capoluogo Toscano. Non avevo la benché minima idea di come avrei affrontato il mondo del lavoro né tanto meno su quale tipo di lavoro avrei voluto fare e quanto meno ero portato per fare. Il mio corso di laurea in Scienze Politiche inoltre non mi offriva molte garanzie di impiego.

Fu così che insieme ad alcuni amici cominciammo ad appassionarci a Facebook ed a quelle posizioni lavorative che iniziavano a crearsi allora grazie ai Social Network. All’epoca speravo di intraprendere una carriera che mi avrebbe portato a diventare un Social Media Manager di successo. Fu così, che un po’ per passare il tempo, un po’ perché mi piaceva davvero, cominciammo a gestire alcune pagine Facebook che piccole attività locali non avevano idea di come gestire.

Ben presto però mi resi conto che per le piccole realtà, vuoi per diffidenza verso il web, vuoi per effettiva mancanza di risorse, sia umane che economiche, era difficile gestire una pagina Facebook con costanza ed in maniera efficace. Figuriamoci a parlare di sponsorizzate! Parlo di Facebook perché all’epoca era questo il social più diffuso e di conseguenza era lì che le aziende volevano essere presenti: ma come esserlo se la presenza stessa all’interno del social network richiedeva delle competenze specifiche che non avevano e budget che non volevano spendere?

Le piccole imprese con cui avevo a che fare cercavano in sostanza un modo per essere trovati nel web, non solo quindi all’interno di un Social Network che comunque ha una platea di utenti più limitata rispetto ad un motore di ricerca (Google in particolare), limitando le spese e senza dover perdere troppo tempo dietro a questi meccanismi.

Proprio per questi motivi giunsi alla conclusione che se fossi riuscito a risolvere questo problema avrei potuto trovare una strada che mi avrebbe permesso di avere un lavoro. Capii presto che se volevo continuare per questa strada dovevo diventare un SEO. Iniziai ad intraprendere il percorso che mi ha portato qui.

Perché puntare sul posizionamento sui motori di ricerca

Perché puntare sul posizionamento SEO

La SEO o l’ ottimizzazione per i motori di ricerca è quindi quell’insieme di strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizioni nella lista (SERP) di risultati non a pagamento dei motori di ricerca. Questi sono quelli che in gergo vengono chiamati “risultati organici”. Arrivare primo fra i risultati organici di un motore di ricerca, ovvero ottenere un buon posizionamento SEO, quindi è l’obiettivo principale di una strategia SEO.

Questo perché oltre a non spendere nulla per mantenere la posizione raggiunta, la si può mantenere in maniera più o meno costante per più tempo rispetto ad una campagna pubblicitaria a pagamento. Questa facilità con cui si può essere trovati grazie al posizionamento SEO è anche una garanzia di traffico al proprio sito internet che nel tempo è di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi sponsorizzata.

Come ottenere un buon posizionamento SEO

Per raggiungere questi risultati è necessario conoscere a fondo il funzionamento quindi l’algoritmo con il quale operano i motori di ricerca. In pratica però è Google a fare da padroni. Infatti è proprio big G ad essere il motore di ricerca più utilizzato al mondo quindi la maggior parte delle attività di posizionamento SEO riguardano lo studio dell’algoritmo di Google e dei suoi periodici aggiornamenti, e le relative azioni per rendere i siti più “graditi” a tale algoritmo.

L’algoritmo con il quale funzionano i motori di ricerca, quindi anche Google, è una formula matematica che comprende molteplici fattori che con il corso del tempo si è fatta sempre più complicata. Questo significa quindi che per raggiungere il risultato ottimale ci sono molteplici attività che un SEO deve saper fare come avremo modo di vedere più avanti.

SEO for dummies: il posizionamento SEO spiegato ad un bambino

Facciamo un passo indietro.

Quando effettuiamo una ricerca su di un motore di ricerca significa che abbiamo un bisogno da soddisfare: o stiamo cercando un informazione, o stiamo cercando un prodotto da acquistare oppure abbiamo bisogno di un servizio. E quando stiamo cercando un qualcosa che ci serve non abbiamo voglia di perdere troppo tempo a cercarlo.

Quindi quando cerchiamo qualcosa su Google per esempio, ci aspettiamo di trovare fra i primi risultati quelli più pertinenti alla nostra ricerca, quelli che in teoria Google ha valutato essere i migliori per le parole che abbiamo inserito quando abbiamo compiuto una ricerca. Per esempio se cerco “Hotel 3 stelle a Perugia” voglio trovare gli hotel a 3 stelle nel capoluogo Umbro, non quelli a Firenze o Terni. Inoltre voglio sapere anche quanto costa, quale tipo di camere ha, se è aperto e dove poter prenotare ecc. Fare SEO significa perciò prima di tutto scrivere contenuti ricchi e pertinenti con le parole con cui vogliamo farci trovare.

Un’altro aspetto fondamentale del posizionamento SEO sono i link, di cui parlo approfonditamente quiovvero i percorsi che usiamo per spostarci da un sito all’altro. D’altronde i link vengono anche definiti come le “strade del web”. Un sito web con molti link che portano a lui è un po’ come la viabilità ai tempi degli antichi romani: se tutte le strade portano a Roma, per forza di cose Roma deve essere un luogo importante. Inoltre, più la città che deve essere collegata a Roma è importante, più la strada che la collega a Roma deve essere comoda.

Questo significa che più il sito che ci linka è importante e simile al nostro nei contenuti, più comoda sarà la strada che conduce a noi. Per questo, fare SEO significa anche cercare di ottenere un buon numero di link da siti il più possibile pertinenti e rilevanti.

Come opera un motore di ricerca? Il “ragionamento” base

Prima di fare SEO è quindi necessario capire come funziona un motore di ricerca. Per fortuna un motore di ricerca opera principalmente con le seguenti modalità e nel seguente ordine:

  1. analisi del campo d’azione (crawling) attraverso l’utilizzo dei robot;
  2. indicizzazione (indexing) del materiale ottenuto;
  3. ordinamento (ranking);
  4. risposta alle richieste dell’utente (SERP).

Cosa significa agire sul posizionamento SEO

L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca comprende diverse fasi di tipo sia analitico/strategico che operativo.

Sul piano operativo, per ottimizzare un sito occorre tenere in considerazione molti fattori diversi. Per descrivere i principali fattori da tenere in considerazione per ottenere un buon posizionamento Seo voglio utilizzare la tavola periodica dei fattori di ranking (che aggiorna periodicamente man mano che Google aggiorna il suo algoritmo) realizzata da Search Engine Land, una nota ed autorevole rivista americana del settore.Search Engine Land - tavola periodica fattori SEO

Le varie fasi operative della SEO

La fase strategia SEO: la scelta delle keyword

La scelta delle keyword è una fase fondamentale per qualsiasi strategia SEO. Senza prima effettuare un’accurata analisi delle parole chiave da scegliere per la propria campagna non si va da nessuna parte come puoi approfondire in questo articolo sulle parole chiave seo. Per questa fase sono disponibili diversi tool che grazie alle loro funzioni possono aiutarci a trovare le parole chiavi “migliori”, e quindi da utilizzare per la nostra strategia. Per esempio io uso SEOzoom.

Non consiglio mai di utilizzare parole chiave troppo generiche visto che risulterebbe molto difficile o addirittura impossibile raggiungere buoni risultati in tempi utili, piuttosto consiglio di utilizzare parole chiave specifiche anche se non troppo, in caso si punti a far aumentare il traffico di visite al sito web in questione, più specifiche invece se si punta a far aumentare le conversioni.

E’ nella scelta delle keyword che si può applicare la teoria della Coda Lunga o Long Tail di C. Anderson che in sostanza dice che i prodotti di nicchia, in questo caso Keyword specifiche, hanno più probabilità di profitto e quindi più probabilità di far convertire.

grafico di coda lunga per la scelta delle keyword per posizionamento SEO

SEO “on page” e SEO “off page”

Sebbene un buon posizionamento SEO del proprio sito web può dipendere da elementi che non dipendono da noi, come fattori lato server, quali l’affidabilità e la velocità dello hosting, e da altri fattori come l’anzianità del dominio, il comportamento degli utenti sul sito, secondo gli esperti, i maggiori risultati si ottengono mediante queste due attività: la SEO “On page”, ovvero quella che si fa sulle pagine di un sito (quindi dentro al sito) ed “Off-page” (o “off-site”) che è l’insieme di attività di gestione dei link in ingresso (inbound link o backlink) verso un sito, che sono un segnale importante per i motori di ricerca quando giudicano l’autorevolezza di un sito.

Vediamole insieme qui di seguito.

SEO On Page

La SEO “on-page” (o “on-site”)  è l’insieme delle attività di ottimizzazione all’interno delle pagine di un sito. In sostanza si tratta di due attività e l’ottimizzazione del codice HTML e della struttura di un sito; e l’ottimizzazione dei contenuti testuali e immagini di un sito.

Qui di seguito proverò a fare una breve lista delle attività che comprende:

  • Ottimizzazione Html: Ogni sito internet è formato da un codice sorgente HTML che il browser che utilizzi per navigare su internet (Internet Explorer, Firefox, Safari, Chrome, etc.) fa in modo di tradurre in modo da presentare il sito ai nostri occhi nelle maniera in cui noi lo vediamo. L’ottimizzazione del codice è perciò l’attività di ottimizzare le parti “invisibili” all’utente, ma che incidono sul ranking del sito. In particolare è bene prestare attenzione all’ottimizzazione del tag title, visibile sia sulla pagina che in SERP, e del meta tag description visibile solo in SERP come puoi vedere nella foto qui sotto.Posizionamento SEO - tag title e meta description
  • URL: Gli URL delle pagine sono ottimali se contengono anch’essi una indicazione sul contenuto della pagina come ad esempio la keyword che avete scelto e che al contrario non contengono caratteri speciali come ad esempio il punto interrogativo come ad esempio il seguente: https://www.wommi.it/instagram/come-funziona-il-nuovo-algoritmo-di-instagram/
  • I tag Heading (h1, h2, h3…): Questi tag servono a delimitate il testo in paragrafi con titoli e sotto-titoli, sono anch’essi utili per far capire l’argomento del documento sia agli utenti che ai motori. Per questo è opportuno inserirvi anche la keyword per quale si vuole posizionare il contenuto (attenzione a non esagerare) ed usarli in maniera gerarchica come ogni copywriter che si rispetti sa molto bene.
  • Il testo alternativo (alt): è un attributo relativo solamente alle immagini. Serve per indicare ai robot, che non riescono almeno fino ad ora a comprendere le immagini, cosa rappresenta il contenuto dell’immagine.
  • Sitemap: (o mappa del sito) serve ad aiutare gli spider a navigare il sito, perciò è opportuno che sia presente per permettere l’indicizzazione di tutte le pagine.
  • Correttezza del codice html: Anche che il codice deve essere ben scritto e non contenere un uso eccessivo di javascript/ajax, poiché i motori di ricerca prediligono pagine con rapporto testo/codice a favore del testo.
  • Struttura del sito: anche la struttura del sito stesso, quindi anche del menu di navigazione, deve essere ben pensata. Opta per una struttura gerarchica (o “ad albero”), perché facilmente scansionabile dai robot, e nella quale ogni pagina del sito è collegata da almeno un link da un’altra pagina.struttura ad albero di un sito web: schema

Ottimizzazione dei contenuti (SEO Copywriting)

Una menzione a parte merita l’ottimizzazione dei contenuti, ovvero quella pratica che in gergo viene chiamata SEO Copywriting. Il vero fattore che spesso fa la differenza nel posizionamento SEO di un sito web è il contenuto, non a casa una dei mantra per chi fa SEO è “Content is the King“. Questo perché motori di ricerca evoluti, come Google, riescono a leggere i contenuti testuali di un documento, “capendone il significato” ed attribuendone un punteggio di qualità e pertinenza rispetto alle query. Pertanto il contenuto creato dovrà contenere anche la keyword per cui si vuole essere posizionati.

Un sito deve quindi contenere dei contenuti utili ed originali in modo da poter creare valore per gli utenti. Solo con queste premesse il sito potrà posizionarsi bene sui motori di ricerca. Ho scritto anche originali perché i motori di ricerca riescono a riconoscere sempre di più contenuti copiati e li penalizzano.

Un chiaro esempio e Wikipedia, che risulta tra i primi risultati per un gran numero di chiavi di ricerca. Per garantire la presenza di contenuti di qualità sul proprio sito, è bene anche aggiornarlo aggiungendo nuovi testi con una certa frequenza. Per questo motivo, aprire un blog aziendale integrato nel proprio sito è il miglior modo per ottenere un buon posizionamento duraturo nel tempo.

Un contenuto che si vuole posizionare per un certa kw però non dovrà essere pieno di ripetizione della stessa keyword. Questo fenomeno, detto keyword stuffing, è fortemente penalizzato dai motori di ricerca, anche se agli inizi della SEO questa poteva essere una buona tecnica.

Off-page SEO

Purtroppo ottimizzare le pagine di un sito web, specie nei settori in cui c’è molta concorrenza, non è sufficiente ad ottenere i risultati sperati in termini di posizionamento SEO. Per questo si ricorre alle tecniche di ottimizzazione “Off page” che in sostanza riguardano la gestione dei link che da altri siti puntano al nostro.

I due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, basarono successo dell’algoritmo di Google sulla convinzione che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli. Un po’ come accade in ambito accademico quindi. Per questo a partire dagli anni ’90 Google iniziò a macinare successo. Questa considerazione comporta che uno dei principali fattori che incide sulla classifica di Google è il numero di link che puntano verso un sito.

Ma non basta questo.

Con il tempo Google si è evoluto, e così anche l’algoritmo. Oggi non basta più avere un grande numero di link in ingresso per posizionarsi bene, ma è importante anche la qualità dei link che si ricevono. Google oggi considera i anche l’importanza della pagina di provenienza del link, quindi l’autorevolezza del sito di provenienza. Autorevolezza che è misurata in base al Page Rank che assegna un “voto” da 0 a 10 che assegna ad ogni pagina web in base al numero di link verso quella pagina.

formula pagerank di Google

E’ importante anche l’argomento di cui si parla sul nostro sito che deve essere affine all’argomento del sito dal quale i link provengono. Per lo stesso motivo, l’anchor text, che è la parola o le parole che formano il link (quindi quelle cliccabili) dovrà essere pertinente col tema che stiamo trattando. Per esempio, se il nostro obiettivo è posizionarci con la parola chiave “posizionamento SEO“, il massimo del valore per noi è di ricevere link con l’anchor text contenente le parole “posizionamento SEO“, ossia la nostra keyword di riferimento. In questo modo, il motore di ricerca considererà la nostra pagina pertinente con quella query.

Per i link quindi vale il vecchio adagio: “Meglio la qualità che la quantità”.

Link Building, Guest Posting e Digital Pr

L’attività “off-page” consiste quindi per lo più nella gestione della link pupularity (popolarità da link), ed è una parte molto importante del processo. Questa parte è spesso più lunga e difficoltosa di quella “on-page”, poiché non abbiamo il controllo diretto sui siti degli altri.

Ma come possiamo ottenere link verso il proprio sito da altri siti pertinenti e rilevanti rispetto alla tematica trattata dal sito?

Per cercare di rispondere alla domanda qui sopra i SEO hanno sviluppato varie strategie nel corso del tempo. Vediamo qui di seguito quali sono le principali:

  • Link earning vs link building: ottenere dei link (link earning) è una naturale conseguenza dell’offrire contenuti di qualità sul proprio sito. Tuttavia questo è un processo lento perciò molti SEO hanno negli anni ideato diverse tattiche per ottenere link da altri siti in maniera non spontanea ovvero delle strategie di link building (costruzione di link). Si tratta di tecniche che però Google non vede di buon occhio e che pertanto mira a penalizzare nei suoi frequenti aggiornamenti di cui il più famoso è Google Penguin (di questo parlo approfonditamente qui).
  • Guest Posting: Il Guest Blogging (o Guest Posting) consiste nel cercare blog o riviste online disposte ad ospitare (da cui il termine “guest”, che in inglese significa “ospite”) articoli con link verso il nostro sito scritti da noi. Si tratta di uno scambio equo in cui entrambe le parti beneficiano di qualcosa: il sito che ospita ottiene nuovi contenuti gratis, chi scrive l’articolo ottiene in cambio un link al suo sito. Ovviamente prima di pubblicare un articolo su di un altro sito è bene capire se il sito in questione rispetta le caratteristiche di autorevolezza e di tematiche che possono tornarci utili.
  • Digital PR: Le digital PR sono la versione digitale delle relazioni pubbliche, ovvero tutte le attività di comunicazione finalizzate allo sviluppo di relazioni con istituzioni, aziende, organi di stampa, consumatori (ma anche “influencer” come giornalisti e blogger) con l’obiettivo di promuovere un marchio o prodotto. Un esempio è quello di instaurare  relazioni con blogger e giornalisti di riviste online con lo scopo di far pubblicare articoli che parlano del nostro prodotto o brand. Naturalmente quest’attività può darci un vantaggio a livello di reputazione, ma – se riusciamo a far includere un link nell’articolo – anche lato SEO.

Conclusioni

Con questo approfondimento ho voluto solo toccare in maniera generica il funzionamento dei motori di ricerca e le varie attività che un SEO deve fare per ottenere un buon posizionamento SEO di un sito web.

Come hai avuto modo di vedere le attività sono molteplici e non si può improvvisare se non si vuole rischiare di essere penalizzati. Perciò meglio rivolgersi ad un esperto in materia di posizionamento SEO prima di fare danni!

Spero di non essere stato troppo tecnico e di avertelo spiegato in maniera semplice e completa. Ovviamente ognuno di questi aspetti meriterebbe di essere approfondito di più cosa che mi riprometto di fare nei prossimi giorni.

Se ne vuoi sapere di più su di me, l’autore di questo articolo scopri chi sono e non esitare a contattarmi!

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