Il web marketing e la SEO ai tempi del coronavirus

Come la pandemia di coronavirus influenza il web marketing, inclusa la SEO ed alcuni spunti su come sopravvivere a tutto ciò.

In questi giorni è impossibile non parlare di Coronavirus. Tutti i media non fanno altro che aggiornarci sull’evoluzione della pandemia sia in Italia che nel resto del mondo.

E’ normale quindi che le conseguenze di questa pandemia globale si riflettano anche sul mondo digitale e quindi anche sulla SEO. Conseguenze che sono particolarmente visibili su Google: nuove keyword che vengono digitate nelle query, SERP che cambiano in relazione ad un diverso search intent, concorrenza che aumenta per il posizionamento di alcuni prodotti che fino ad un mese fa quasi nemmeno erano ricercati, ma anche incredibili perdite di traffico su siti che fino a qualche giorno fa registravano migliaia di utenti.

Siamo di fronte ad un periodo unico, un periodo che fino a poco tempo fa mai mi sarei immaginato di dovermi trovare a vivere. Da appassionato di web marketing e professionista della SEO, il coronavirus, mi ha messo di fronte ad ad una situazione imprevista e che quindi non ho saputo affrontare fin da subito.

Quando ci si trova in una situazione simile non sempre si ha la prontezza di reagire. Ed anche se la si possiede, non è detto che reagire solo perché si deve, sia la cosa migliore. Io che ho la sclerosi multipla lo so bene avendolo imparato a mie spese.

Cosa ho fatto quindi?

l'impatto del coronavirus sulla SEO e sul web marketing

Mi sono preso del tempo ed ho analizzato cosa stava accadendo intorno a me. Analisi che, complice anche la mia deformazione professionale da SEO, è passata anche attraverso queste domande riguardanti il rapporto tra web marketing, Seo e coronavirus:

  • Come sono cambiate le ricerche su Google?
  • Come stanno reagendo a questo fenomeno le imprese digitali?
  • Come cambia la Seo ai tempi del Corona virus?
  • E’ giusto continuare a lavorare sul posizionamento SEO in questo periodo?

E molte altre.

E’ proprio cercando di rispondere a queste domande che mi è venuto in mente di scrivere questo articolo in cui partendo da un’analisi dei cambiamenti avvenuti in questo breve periodo, soprattutto basandomi sui comportamenti on-line degli utenti, ho cercato di capire come il web marketing e la SEO in particolare possano adattarsi ai cambiamenti che il Covid-19 sta imponendo. Parlo di adattamento perché sono fermamente convinto che questi cambiamenti, che mi auguro siano in gran parte reversibili, influenzeranno per sempre, speriamo in maniera positiva, il nostro modo di vivere sia offline che online.

A questo punto è arrivato il momento di entrare nel vivo dell’argomento. Pronto ad immergerti nella lettura?

L’evoluzione delle ricerche su Google: chi ci guadagna

Come prima cosa nella mia riflessione ho analizzato i trends di ricerca degli ultimi tre mesi. Manco a farlo apposta, il Coronavirus è il re incontrastato delle ricerche.

Le ricerche su Google relative al Covid-19 sono tra le domande in crescita che gli italiani pongono al motore di ricerca: news sul coronavirus, autocertificazione, contagi, come fare amuchina fatta in casa, dove trovare mascherine ecc ecc. Ricerche che fanno trapelare la paura che è presente nel nostro paese rispetto al contagio del Covid-19.

Ma non è tutto.

Gli italiani infatti, continuano si ad informarsi sulle misure restrittive varate dal governo, su come e dove acquistare le mascherine, ma si stanno informando su cosa fare durante il periodo della quarantena.

Possiamo considerare questo aspetto da una miriade di punti di vista differenti. Ad esempio dal punto di vista dei genitori dei bambini e ragazzi che improvvisamente si sono visiti chiudere le scuole e, lasciati anche dalle baby sitter, corrono ai ripari per intrattenere i bambini in casa il più a lungo possibile.

Ecco quindi che le seguenti ricerche hanno registrato un forte aumento:

  • musica per bambini (+92%)
  • giochi per bambini in casa (+89%)
  • video giochi per bambini (+60%)

Un altro punto di vista da tenere in considerazione è quello riguardante la cucina: dovendo restare a casa gli italiani di certo non rinunciano a mangiare bene. Nel periodo che ho preso in considerazione, come potete vedere nell’immagine qui sotto, cade la festa per il papà, il cui dolce tipico sono le zeppole di San Giuseppe. Sarà un caso un trend di ricerca di questo tipo?

Seo e coronavirus - trend zeppole san giuseppe

Il tema della cucina è esemplificativo di tutte le domande sulla gestione della vita quotidiana degli italiani. In questo periodo risulta evidente che gli italiani si stiano chiedendo: “Cosa faccio ora che devo rimanere in casa tutto il giorno oltre a mangiare?” Ecco che quindi aumentano le ricerche riguardanti il benessere con ricerche di esercizi o prodotti per tenersi in forma, e ricerche legate all’intrattenimento che vede nelle ricerche di termini riguardanti film o serie TV in streaming su Netflix e Amazon Prime Video un deciso aumento.

Un altro aspetto interessante da esaminare è quello legato al lavoro. E’ vero infatti che molte imprese sono in lockdown, ma è altrettanto vero che molte altre hanno implementato misure di smartworking o di lavoro agile che obbligano i lavoratori ad adeguarsi. Per questo motivo anche le seguenti ricerche hanno avuto un notevole aumento:

  • videoconferenza
  • zoom meetings
  • meet hangout
  • riunione skype
  • call conference
  • come fare videochiamata di gruppo
  • smartworking
  • telelavoro

Con il lancio di Facebook Messenger Rooms (di cui ne parlo qui) probabilmente anche le keyword riguardanti questo nuovo servizio subiranno un forte aumento.

Seo e coronavirus chi ci perde

Uno dei settori più colpiti da questa pandemia è senza dubbio il turismo. Non solo offline, con strutture ricettive ancora chiuse con l’avvicinarsi della bella stagione ed eventi rimandati a data da destinarsi ma anche online. Le ricerche riguardanti viaggi o destinazioni per la villeggiatura sono sensibilmente calate in netta contrapposizione con lo scorso anno dove in primavera la parola “viaggi low cost” registrava più di mille ricerche mensili.

Solitamente di fronte a perdite di posizioni e volumi così significative, dal punto di vista della SEO si ovviava con la redazione di contenuti di qualità maggiore, ma in questo momento anche questa soluzione non ha senso. Questo perché in questo periodo, come evidenziano i dati, le persone smettono di cercare argomenti, prodotti e servizi relativi al turismo sia per l’incertezza dovuta al futuro ma anche perché si rendono conto che anche se volessero organizzarsi per le vacanze non possono farlo visto che non possono uscire dalla Zona Rossa.

SEO: i cambiamenti in SERP dovuti al Coronavirus

Un altro aspetto da tenere in considerazione in questa mia analisi di come la pandemia del coronavirus influenza la SEO è il fatto che, perlomeno per certe parole chiave, è cambiato il search intent. Se infatti prima per il termine “corona” la SERP di Google restituiva le ultime avventure di Fabrizio Corona, oggi la situazione è ben differente come puoi vedere in queste foto qui sotto.

Seo e coronavirus - serp per la keyword "corona" prima del Covid-19

Seo e coronavirus – Serp per la keyword “corona” prima della pandemia Covid-19

cambiamento serp di Google per la parola chiave "Corona"

Seo e coronavirus – cambiamento serp per la keyword “corona” dopo il coronavirus

Cosa è successo nel frattempo?

Non appena Google ha notato che le persone erano interessate a ricevere informazioni sul virus – andando a spulciare i risultati anche in pagine più nascoste del motore di ricerca – Google ha adattato le sue SERP e ha completamente trasformato i ranking precedenti. Non solo, da qualche giorno Google fornisce anche informazioni utili in risposta breve e una mappa mondiale aggiornata del contagio.

L’evoluzione del search intent per l’attualità

La conclusione che possiamo trarre arrivati a questo punto è che in pochissimo tempo, circa un mese, Google ha trasformato le sue SERP relative ai termini associati al coronavirus. Se analizziamo dunque la pandemia del coronavirus dal punto di vista della SEO, questo cambiamento in SERP è stato come un enorme update che ha avuto conseguenze per l’attività SEO.

Chi puntava tutto su notizie leggere e di gossip, specie se legate a Fabrizio Corona, oggi si vede quasi completamente fuori dalle SERP di Google perdendo posizioni e quindi traffico. Il contenuto che prima era ben posizionato ha smesso di essere di “qualità dal momento che non rispondeva più alle esigenze di chi lo stava cercando proprio a causa del cambiamento del search intent.

Un cambiamento che non riguarda solo l’intento di ricerca ma anche i volumi con i quali i termini correlati al coronavirus vengono cercati: probabilmente chi sta ricevendo visite in questo momento per questi termini non ha mai registrato volumi di visite così alti.

Le conseguenze economiche del coronavirus sul web marketing

A causa della pandemia molte imprese sono adesso chiuse. E quelle che sono aperte lavorano a regimi ridotti.

Tutto questo si traduce in una sola cosa sul mondo del digitale: tagli. Tagli che riguardano soprattutto la spesa in advertising online. Anche colossi come Google e Facebook subiranno un calo delle entrate pubblicitarie.

Ma dover stare chiusi è un’ottima scusa per tagliare i costi della comunicazione e di conseguenza “sparire” dal web?

Secondo me no. Il fatto che un’azienda sia vittima del lockdown a causa del coronavirus non significa che non debba comunicare.

Anzi, proprio perché è chiusa a causa delle misure restrittive dovrebbe impegnarsi nella lotta al virus, magari tramite donazioni o facendosi promotrice di iniziative benefiche. La comunicazione inoltre è una relazione che si basa su di un rapporto di fiducia tra chi comunica e chi riceve il messaggio, smettere di comunicare significa smettere di coltivare quella relazione. E perché dobbiamo interrompere delle relazioni quando sappiamo già che prima o poi dovremo riprenderle? Meglio farle continuare, magari con modi diversi, ma di certo interromperle non è la scelta giusta.

Per i professionisti del web marketing questa difficoltà è anche maggiore. Infatti perché non solo si trovano a dover far fronte ai tagli che inevitabilmente investono questo settore, ma si trovano anche di fronte a nuove sfide. In particolare si trovano a dover rivedere le strategie pubblicitarie in atto creandone ad hoc per questo breve periodo.

Un facile esempio di tutto questo sono i ristoranti che prima non facevano consegne a domicilio ed investivano solo in pubblicità generica ma che adesso lo fanno. I marketer che si occupano della loro comunicazione si sono trovati quindi costretti a creare sponsorizzate ad hoc per pubblicizzare il loro servizio di consegna a domicilio.

Non tutto è perduto

Ma non è tutto perduto. Pensiamoci un attimo.

Se molte aziende e professionisti non hanno più budget o clienti per cui fare advertising online significa che tutti i meccanismi di asta sui quali si basano questi advertising hanno meno concorrenza. Pertanto in questo periodo potrebbe essere più conveniente fare pubblicità on-line proprio in virtù della minor concorrenza anche se, ovviamente, dipende dal settore.

In questo periodo inoltre molte persone hanno molto più tempo a disposizione e parte di questo tempo lo passano on-line come dimostrano i trend di ricerca. Cerchiamo quindi di capire quali sono i bisogni di queste persone ed analizziamone costantemente le ricerche on-line per capire come possiamo essere utili e muoverci di conseguenza.

Ad esempio in parecchi stanno pensando di acquisire competenze o di formarsi in determinati ambiti. Proprio questo fattore potrebbe essere sfruttato per offrire nuovi servizi ai clienti. Un felice esempio di questo viene dal mondo del fitness dove gli istruttori delle palestre fanno delle dirette o rilasciano dei video su come fare degli esercizi a casa ma non solo. Altri esempi vengono dal mondo dell’offerta formativa online, in questi giorni in molti stanno pubblicizzando tantissimo i loro corsi on-line.

Un’altra cosa che mi viene in monte è il fatto che così come alcune aziende si sono riconvertite e stanno producendo prodotti utili a limitare la diffusione del coronavirus, anche alcuni e-commerce potrebbero inserire al loro interno questi prodotti (sempre se riescano a trovarne). Un esempio su tutti: le mascherine.

vendite online in aumento durante emergenza coronavirus

Quello che è certo è che questa pandemia sta cambiando le abitudini di molti.

Penso ad esempio alla semplice spesa al supermercato. Sempre meno persone stanno facendo tante piccole spese, anche grazie alle misure restrittive del governo, ma ne stanno facendo di meno ma più grosse con conseguente più difficoltà a trasportare i propri acquisti. Sempre più persone di conseguenza stanno facendo spesa on-line con consegna a domicilio; lo stesso sta avvenendo anche con ristoranti che, pur di non perdere clienti, si offrono di portare a domicilio le proprie leccornie.

Se ci pensiamo bene, tutto questo, per chi lavora nel digitale può avere conseguenze positive perché chi è interessato ad offrire questi servizi, oltre a realizzarli, dovrà pur fare in modo che questi servizi siano conosciuti dai possibili utenti. Inoltre visto il successo di questi servizi, molte imprese potrebbero essere interessate a realizzare le infrastrutture in grado di supportarli, creando spero, opportunità di lavoro.

Cosa può fare la SEO contro il coronavirus?

Tutte queste considerazioni sul web marketing e sul coronavirus sfociano in una riflessione finale che investe la SEO.

Questo settore del web marketing è leggermente differente dagli altri. L’obiettivo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca infatti non è quello di avere risultati immediati, quanto piuttosto di ottenere risultati duraturi nel tempo. Inoltre, i risultati dell’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca sono visibili solo dopo diverso tempo dal momento in cui si è fatta l’attività, in genere diversi mesi.

Secondo me quindi lavorare sul posizionamento SEO, alla luce delle analisi, non solo sul coronavirus, che ho fatto fino a questo momento può essere vitale per la propria attività.

Provo a spiegarmi meglio.

Posto che prima o poi questa situazione finirà, ora che siamo più o meno fermi proviamo a porci le seguenti domande:

  • Alla luce di quanto successo durante la pandemia quali sono i servizi che possono avere un futuro?
  • Come posso adattarmi ai cambiamenti del mercato?
  • Quando ricapiterà un momento di “calma” da dedicare alla stesura di contenuti di qualità come questo specie se ho introdotto nuovi servizi o prodotti per rimanere competitivo?
  • Quando avrò di nuovo tempo da dedicare alla SEO del sito della mia attività?

Ovviamente la SEO non fa miracoli e non può di certo salvare la tua attività quando deve combattere contro una causa esterna ed incontrollabile.

Ma le domande che ho posto qui sopra meritano di ricevere una risposta il prima possibile. E questo è il momento adatto per trovare queste riposte. E la risposta a queste domande è solo una: se voglio essere pronto per quando la situazione torni alla normalità devo iniziare ora a lavorare.

Iniziando ora a lavorare sulla SEO e ad apportare quei cambiamenti che reputo necessari per rimanere sul mercato, posso dare tempo ai motori di ricerca di indicizzare al meglio le pagine web che descrivono i miei nuovi servizi, ed ottenere così un ottimo posizionamento. Oppure, scrivendo contenuti di qualità ed apportando tutte quelle modifiche di cui un sito web necessità per ottenere un buon posizionamento SEO, posso ottenere degli ottimi risultati che mi torneranno utili quando la situazione tornerà alla normalità.

Cerchiamo quindi di vedere il bicchiere mezzo pieno e di fare questo sforzo per immaginarci come sarà la situazione quando tutto questo finirà e lavorare per quel giorno. In questa ottica la SEO potrebbe davvero rappresentare un’opportunità di crescita per la tua attività e potrebbe essere davvero questo il momento in cui rimboccarsi le maniche e fare investimenti in tal senso.

Se ne vuoi sapere di più su di me, scopri chi sono e non esitare a contattarmi!

Commenta Qui sotto

commenti