Il brand come fattore di Ranking su Google

Perché il brand è a tutti gli effetti un fattore di ranking per Google

brand come fattore di ranking su GooglePrima di spiegare il brand è un fattore di ranking per Google dobbiamo fare delle precisazioni dovute. Innanzitutto, sarai d’accordo con noi, che Google è lo strumento principale per intercettare una domanda consapevole di un probabile cliente.

Ma chi è questo probabile cliente o utente?

I probabili clienti o utenti sono niente di meno che l’insieme di persone che non conoscono la tua azienda ma che sta cercando i prodotti/servizi che risolvono i suoi problemi o che soddisfano le sue necessità.

Quindi il brand, come vedremo poi, servirà per farti trovare nel posto giusto al momento giusto in modo da poter vendere il tuo bene o servizio a chi ne ha veramente bisogno. In sostanza quindi non solo devi essere su Google, ma devi anche fare in modo di essere nelle prime posizioni dei risultati di ricerca ovvero nelle SERP e soprattutto, grazie al brand, devi fare in modo che il tuo brand venga cercato sul motore di ricerca.

Dopo queste premesse appare ovvio che, in una strategia di web marketing, è necessario conoscere i fattori di ranking di Google ovvero cioè quei parametri in base ai quali Big G decide l’ordine con cui far apparire i risultati delle ricerche.

I principali fattori di ranking su Google

I criteri che determinano l’ordinamento dei risultati nelle serp (search engine results page) sono centinaia ma quelli su cui possiamo lavorare sono sostanzialmente tre:

  • pertinenza
  • rilevanza
  • popolarità

Pertinenza

La pertinenza è un concetto quasi ovvio nel senso che se vuoi risultare tra i primi risultati per una keyword, ad esempio “passaparola online” non puoi non parlarne.

Quindi la pertinenza è in sostanza una conditio sine qua non per essere quantomeno considerati da Google. Inoltre la pertinenza è legata anche all’intento di ricerca dell’utente o search intent. Il motore di ricerca reputa pertinente le nostre pagine web solo quando queste corrispondono realmente a quello che intende o si aspetta l’utente che  ricerca  che magari non è affatto quello che intendiamo noi.

Rilevanza

La rilevanza non è un parametro altrettanto ovvio: la rilevanza rispetto ad una o più parole chiave indica quanto quell’argomento è centrale nel sito. Quindi più un sito “parla” di determinati argomenti e più risulta rilevante agli occhi di Google.

Ecco perché i siti web che hanno anche un blog, di solito diventano rilevanti rispetto ad un argomento. L’autorevolezza e la rilevanza si costruiscono col tempo, con i mesi e gli anni. Non si possono ottenere di punto in bianco.

Popolarità

La popolarità indica invece quanto è conosciuto e referenziato un sito. È ciò che gli altri dicono o pensano del nostro sito. Un po’ lo stesso concetto di quanto accade alle star popolari che sono tali perché sono molto famose, ovvero perché molte persone o giornali o riviste parlano di loro. Ogni volta che un sito autorevole che parla delle stesse cose del nostro crea un collegamento o link verso il nostro sito ufficiale, di fatto ci dà un punteggio che viene valutato positivamente da Google.

In questo caso però non conta tanto la quantità di link che riceviamo ma la qualità. In pratica il link ricevuto sarà tanto più buono quanto più il sito dal quale è partito il collegamento è rilevante e autorevole. È grazie a questi “parametri” che Google capisce il valore del nostro sito internet nonostante i continui aggiornamenti  che l’algoritmo del motore di ricerca più usato del mondo ha ricevuto nel corso degli anni.

Il brand è un fattore di ranking per il posizionamento del sito internet sulle SERPUn nuovo (o così potrebbe sembrare) fattore di ranking su Google: il brand

Come riportato dall’articolo di Neil Patel, “The future of SEO“, Google, a parità di altri fattori, tende a prediligere siti di brand o comunque siti il cui nome viene cercato più degli altri.

Facciamo un esempio concreto: Amazon, l’e-commerce noto per vendere praticamente qualsiasi cosa e per aver allargato il suo operato anche in altri settori, viene cercato su google.it – secondo SEOZoom – circa 11 milioni di volte al mese. Perché? Semplice, è un brand noto e quindi la gente lo cerca.

I motivi per cui viene cercato possono essere tanti:

  • lo conoscono bene e quindi ci tornano volentieri in cerca di nuovi acquisti;
  • hanno sentito parlare da amici, colleghi, magari sui social, della qualità degli acquisti effettuati: gli effetti del classico word of mouth marketing quindi;
  • hanno partecipato a un corso di formazione su come vendere su Amazon;
  • lo ricordano per aver letto qualche articolo in passato;
  • hanno cercato dei prodotti e hanno trovato quei prodotti in vendita nei primi risultati delle serp;
  • lo hanno visto su magazine specializzati (anche offline).

Qualsiasi sia la motivazione, “Amazon” (e correlati) è una parola chiave molto cercata nel suo settore di business.

Il fatto stesso che sia cercata è – per Google – un vantaggio competitivo! Al punto da preferire questo sito a tanti altri del medesimo settore perché rappresenta un brand, una fonte attendibile e autorevole nella quale fare acquisti online.

Questo sembra sia sufficiente per determinarne un posizionamento migliore rispetto a tanti altri competitor che non sono riusciti a costruire un brand. I nomi dei concorrenti non sono così cercati su Google e quindi hanno un ranking più basso, una minore visibilità.

Come si costruisce un brand online?

La prima cosa da sapere su come si costruisce un brand è che l’autorevolezza si costruisce grazie alla regolare pubblicazione di contenuti utili al tuo target. Questa è secondo molti esperti, ed anche secondo noi la via maestra verso la realizzazione di un brand online.

Investire nel Content Marketing farà sicuramente crescere la visibilità organica su Google del tuo brand. E’ a questo che serve l’attività editoriale svolta sul blog aziendale. La stessa attività ti potrà portare a crescere nelle SERP di Google e a creare un asset dal grande valore aziendale e di conseguenza incrementare le ricerche di brand e quindi ottenere visibilità per le ricerche generiche di settore.

Insomma per costruire un brand online devi mettere in moto un circolo virtuoso che ti farà diventare un punto di riferimento nel tuo specifico settore di business o nella tua nicchia di mercato, generando valore, clienti e incremento di fatturato e considerando che il brand è un fattore di ranking a tutti gli effetti.

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