Tutti i brand sono “talkable”?

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È possibile applicare i concetti del WOMM ai servizi finanziari di una banca? Come possiamo far conoscere uno studio di consulenza tributaria tramite il passaparola? Anche se gli esempi più noti di Word Of Mouth riguardano il settore dei prodotti consumer spesso ci viene chiesto se altri tipi di servizio o di prodotto hanno modo di generare un dialogo con il proprio pubblico.
Quand’è che un prodotto o servizio si presta a essere “chiacchierato”? È stato l’argomento affrontato da WOMMA nel corso di una recente sessione della School Of WOM Conference, in cui si è parlato di Talkable brand.

Di seguito la presentazione in cui sono raccolti le migliori frasi dalle interviste rivolte ad esperti di Word Of Mouth Marketing.

Alcune considerazioni meritano di essere riprese: cosa differenzia il tuo brand dai concorrenti? È migliore? Ha un valore per i tuoi clienti? Le risposte degli esperti WOMMA vanno oltre la divisione merceologica: il brand deve riuscire a stimolare delle narrazioni su di sé.

Photo: Cesar Vargas

Pubblicato il 27/07, articolo scritto da Daniele Federico | Tag:, ,

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  1. E' una riflessione molto interessante.
    Faccio consulenza ad una piccola impresa biotech che produce materiale per ricerca, quindi qualcosa di molto settoriale: è un talkable brand?
    Sì. E credo che tutti lo siano.
    Può variare il carattere della conversazione (più razionale, tesa quindi a fornire al cliente consigli utili sull' utilizzo del prodotto o problemi generali ad esso connessi, oppure più emozionale, quindi diversificata, immateriale, tesa a suscitare appunto un' emozione) ma non credo possa esserci un brand che impedisce una comunicazione tra azienda e cliente.

    Comment by Simon Digregorio — 27 luglio 2010 @ 14:34

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