
I contenuti resi disponibili dai nuovi media sono talmente tanti che una delle sfide maggiori di oggi non è solo crearne di migliori, ma organizzarli. Mike McCue, nome noto alla Silicon Valley, ha creato l’azienda Flipboard. Si tratta di un’applicazione free per iPad che aggrega i contenuti dal nostro account Facebook e Twitter, cercando e riorganizzando le fonti dei nostri link, testi, video e immagini. Flipboard li impagina in un layout accattivante e comodo da leggere. Alcuni magazine, come il New York Times si battono da tempo contro chi aggrega e diffonde i contenuti altrui poiché se un software prende gli articoli e li propone privandoli della pubblicità presente nel sito originario, crea un danno economico al magazine che li ha prodotti. In quel caso Flipboard propone un’anticipazione del pezzo con rimando “continua a leggere” per approfondimenti sul sito ufficiale della fonte.
Flipboard è un giornale in pieno stile UGC. Unisce i contenuti condivisi dalla nostra rete sociale, mostrandoli in un aspetto molto gradevole. Al momento il meccanismo di aggregazione è di tipo cronologico, per cui vediamo in evidenza gli ultimi contenuti postati dai nostri amici, ma con le prossime versioni l’algoritmo sarà basato sulle interazioni del network di riferimento: i contenuti maggiormente condivisi, commentati e approvati avranno foto più grandi e i primi posti sulla pagina. Un giornale diverso per ciascuno di noi.
Come dice il creatore:
“la sfida è fare di flipboard un’esperienza utile per gli esperti di Social media, ma anche per utenti meno pratici, come i miei genitori”
Nel video dell’intervista fatta da Robert Scoble ci si rende conto della bellezza di utilizzo di questa applicazione, che descritta a parole, forse, non rende perfettamente l’idea.
Per il momento non si pensa al modello di business, ci sono molte opportunità di advertising, soprattutto quando, dichirano gli sviluppatori, vi sarà l’integrazione con iAd, un’idea di pubblicità che s’integra perfettamente con il reasto dei contenuti.
L’intervista dell’entusiasta Robert Scoble:
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