La questione della privacy sta al cuore del passaparola (WOM). Se A fa passaparola con B sul prodotto x del brand y, e poi scrive in un minireport come ha reagito B, sta trasmettendo informazioni su B.
Il problema diventa ancora più delicato se il prodotto x è appena un po’ particolare – un campagna sociale su un tema ‘caldo’ o ‘ideologico’; un prodotto vergogna che riguarda comportamenti o preferenze intime o in ogni caso personali ecc: ad es. su un tipo di preservativo, un lassativo, la lingerie e chissà quant’altro; oggetti che tradiscono gusti molto personali e stili di vita non pubblici di B e di chi ha rapporti con B.
Il WOM o passaparola non può fare a meno di un codice etico su tutto questo, e di una serie di regole concrete per metterlo in atto, oltre all’ovvio rispetto delle leggi. Perciò WOMMI dedicherà una attenzione continua e puntigliosa al tema della privacy: informando, discutendo, e magari riscrivendo meglio il proprio codice etico.
Intanto cominciamo da una notizia. Dieci importanti associazioni di cittadini USA, con in testa lo Electronic Privacy Information Center e il Center for Digital Democracy, hanno presentato un’istanza alla Federal Trade Commission contro le nuove regole sulla privacy introdotte da Facebook.
Il fondatore di Fb, Mark Zuckerberg, ha espresso ripetutamente un’indifferenza profonda verso le pastoie della privacy, vista come uno stupido residuo di passato cui soprattutto i giovani sarebbero del tutto estranei (http://punto-informatico.it/2784602/PI/News/zuckerberg-ma-chi-vuole-privacy.aspx).
Ma Zuckerberg è solo la grezza espressione di un atteggiamento antiprivacy che pervade buona parte del business nordamericano, con lobby attivissime a Washington. Se ne è fatta portavoce autorevole una rivista del business che conta, Forbes.
Vale la pena leggere l’istanza delle dieci associazioni : http://www.guardian.co.uk/technology/blog/2009/dec/17/facebook-privacy-ftc-complaint.
E’ in gioco una parte importante delle nostre attività di passaparola (WOM), ma anche molto di più: la nostra identità futura di cittadini e di individui in società che ci vogliono sempre più trasparenti.
Discutiamone qui e nel WOMMI Lab di LinkedIn.
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