La Federal Trade Commission introduce nuove regole sui testimonial e messaggi pubblicitari. Una regolamentazione del rapporto tra blogger e agenzie

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Le nuove guide sull’utilizzo di cittadini privati o personaggi di spicco in ambito pubblicitario sono diventate motivo di grande dibattito negli Stati Uniti. Le direttive sono state rilasciate dalla Federal Trade Commission, l’organo governativo a difesa dei consumatori americani, si rivolgono ai professionisti pubblicitari e indicano i casi in cui esiste il rischio di incorrere in un’indagine per ‘pubblicità ingannevole’.

Le regole già esistenti della Word of Mouth Marketing Association sono state adottate in numerosi punti, in particolare è stato preso a riferimento il Codice Etico dell’associazione americana.
“Non esisteranno mai regole di questo tipo che possano essere ritenute assolute. Ma vi posso garantire con buona approssimazione che (le guide, ndr) continueranno a evolvere”. Ha dichiarato Paul Rand, il Presidente della Word of Mouth Marketing Association.

Una delle zone grigie e di maggiore interesse è quella che inizia a regolamentare i rapporti tra marketer e blogger. Iniziando dalla “net impression”, ovvero da un tipo di valutazione generale che di caso in caso valuterà l’impressione generale sul messaggio, piuttosto che i dettagli, le guide affrontano il punto cruciale dei blogger. Quando il post di un blog può essere considerato “endorsement”, ovvero messaggio pubblicitario?

Nel caso in cui l’autore del blog riceva un compenso economico non ci sono dubbi.
Il punto cruciale è capire se i blogger che ricevono un prodotto, gadget o sample gratis, seppur economico, e che successivamente ne scriva, sia da considerarsi “endorser”. Una delle possibilità offerte dalle Guide è quella in cui il blogger che riceva per la prima volta un campione a titolo gratuito non sia per questo considerato direttamente connesso con l’agenzia pubblicitaria.
“Non ritengo che debbano esserci problemi se scrivo: ‘Ho ricevuto una borsa di prodotti da questa azienda, vorrei darvene un giudizio’”. Ha aggiunto Paul Rand.
Nei casi in cui il blogger venga ritenuto “endorser”, l’agenzia pubblicitaria è a quel punto ritenuta responsabile per i messaggi prodotti dal blogger, ma anche questo è un tema di discussione molto caldo.

Fonte: MarketingSherpa

Pubblicato il 25/02, articolo scritto da Daniele Federico | Tag:, , , , , , , ,
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