Il Word Of Mouth è tipicamente caratterizzato da alcuni stereotipi negativi. Ad esempio la credenza che determinati utenti agiscano sotto pagamento per condizionare le scelte altrui. La cosa è in parte vera. Esistono aziende che lo fanno. Spesso non si rendono conto del pericolo fortissimo di reazioni virali negative.
Esistono altri pericoli legati al passaparola. È recente il caso del un Trojan-worm, chiamato Koobface (meglio conosciuto come “the Facebook Virus”) che invia messaggi alla lista degli amici in cui s’invita a cliccare sul link di un finto YouTube. A sua volta quest’ultimo chiede l’aggiornamento (fasullo anche quello) di Flash, in realtà il virus Koobface.
Questa notizia ha generato molto allarme, ma la verità è che dovremo abituarci al rischio di “infezione” anche da amici fidati.
Allo stato attuale le precauzioni consistono nell’installare file eseguibili soltanto di marchi conosciuti e soprattutto dai loro siti ufficiali e poi la sempre valida pratica del safe-computing, cioè evitare di aprire qualsiasi allegato di posta che sia inaspettato, non eseguire alcun hyperlink inatteso anche se ricevuto da un contatto della lista amici. Va da sé che nell’ambito della “netiquette” è bene avvertire esplicitamente il nostro destinatario ogni qualvolta gli segnaliamo siti, video e quant’altro.
La navigazione diventa piuttosto faticosa e neppure gli utenti Apple possono considerarsi totalmente al sicuro. Di recente sono stati scoperti una quindicina di virus destinati a colpire gli utilizzatori di OS X. Per questo, anche e soprattutto nell’uso del Passaparola, occorre rimanere utenti consapevoli e attenti.
Parliamo sempre di metriche, poi appena c’è un po’ di matematica guardiamo da un’altra parte. Ma le metriche senza matematica non si fanno… A Roma, in via Salaria 113, c’è il Dipartimento di Scienze informatiche de La Sapienza. ...
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Il marketing virale può essere uno strumento davvero potente. Ma come si posso progettare campagne davvero contagiose? ...