Salvo Mizzi prende spunto dalla creazione di WOMMI per scrivere cose molto intelligenti sul passaparola.
Viene voglia di discutere su tanti punti. C’è una frase che però a me sembra più ricca di altre. Scrive Mizzi: “E assai rapidamente alla figura classica del comunicatore, bisognerà affiancare quella dello storyteller”.
Sottoscrivo. Nel suo bell’intervento finale alla presentazione di WOMMI, Alberto Abruzzese ha colto un limite profondo di tanti modi in cui oggi si propone il buzz, si parla del buzz, si cerca di usare il buzz. Dice Alberto: si prendono i soliti contenuti, si mettono in un contenitore un po’ diverso chiamato passaparola, e si crede che si sta cambiando paradigma di comunicazione. Sottinteso. è una bufala.
Sì, è una bufala. Fare del passaparola uno strumento potente e autenticamente nuovo vuol dire ripensare in profondità i modi e le forme della comunicazione sociale. Fare un salto. La frase di Mizzi indica una direzione possibile di questo salto: farsi narratori, scatenare la comunicazione sociale come proliferazione narrativa.
Ne parliamo?
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